Autechre tornano in Italia: due date a ottobre con MDX e Bochum Welt

Il ritorno di Autechre: quando la musica elettronica radicale torna a fare paura (nel senso migliore)

Ci sono artisti che passano e lasciano un segno, e poi ci sono artisti che ridefiniscono silenziosamente il perimetro di ciò che la musica può essere. Autechre appartiene alla seconda categoria. Sean Booth e Rob Brown, duo di Manchester attivo dagli anni Novanta, hanno costruito nel corso di tre decenni un catalogo che sfida qualsiasi tentativo di classificazione: musica elettronica, certo, ma anche qualcosa di più viscerale, più destabilizzante, capace di mettere in discussione la stessa idea di ritmo, melodia e struttura. Tornare a vederli dal vivo è sempre un evento, e il fatto che l’Italia figuri nel loro calendario europeo è una notizia che merita attenzione.

Il duo britannico farà tappa all’Alcatraz di Milano domenica 11 ottobre 2026, nell’ambito del tour twentytwentysix. Non si tratta di una presenza isolata: le date italiane sono due, a conferma di un legame con il pubblico nostrano che si è consolidato nel tempo. Dopo un 2025 particolarmente intenso sul fronte live, con numerose date che hanno toccato diversi paesi europei, Autechre si presentano in Italia con tutta l’autorevolezza di chi non ha mai smesso di spingersi oltre i confini del genere.

Opening act di qualità: MDX e Bochum Welt

A rendere la serata milanese ancora più interessante contribuiscono le scelte degli opening act. MDX e Bochum Welt apriranno il concerto all’Alcatraz, e non si tratta di nomi casuali. Bochum Welt, in particolare, è un progetto che ha una storia lunga e rispettata nell’ambito della musica elettronica europea, capace di dialogare con l’estetica di Autechre senza risultare ridondante. La cura nella selezione dei supporti racconta qualcosa di preciso sull’approccio di questi concerti: non semplici eventi, ma vere e proprie esperienze sonore costruite con coerenza dall’inizio alla fine.

È un aspetto che vale la pena sottolineare in un momento in cui il live elettronico tende spesso a privilegiare la spettacolarità visiva rispetto alla sostanza musicale. Autechre hanno sempre fatto il contrario: i loro concerti sono noti per l’oscurità quasi totale, per l’assenza di qualsiasi distrazione visiva, per la centralità assoluta del suono. Un approccio che divide, ma che per chi è disposto ad abbandonarsi all’ascolto rappresenta un’esperienza difficilmente replicabile.

Perché questo concerto conta

Nel panorama della musica indipendente e sperimentale, la presenza di Autechre in Italia è uno di quegli appuntamenti che non andrebbero sottovalutati. Non è musica da consumare distrattamente: richiede attenzione, disponibilità all’ascolto profondo, una certa tolleranza per l’imprevedibile. Ma è esattamente questo che la rende preziosa, soprattutto in un’epoca in cui l’offerta musicale tende all’omologazione.

Se siete tra coloro che credono ancora che la musica elettronica possa essere un territorio di ricerca autentica e non solo uno sfondo per dancefloor, l’appuntamento milanese di ottobre è segnato in agenda da adesso. Il resto, come sempre con Autechre, lo scoprirete al buio.

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