Due chitarristi italiani sul palco con Roger Waters per il tributo all’era d’oro dei Pink Floyd
C’è anche un pezzo d’Italia nel nuovo capitolo live di Roger Waters. Il fondatore e storico bassista dei Pink Floyd ha scelto due musicisti del nostro paese per far parte della formazione di Roger Waters Presents LEGACY – A Pink Floyd Show, lo spettacolo con cui il musicista britannico intende rileggere dal vivo il repertorio che ha reso immortale la band di Londra. Si tratta di Edo Scordo, chitarrista milanese, e di Antonello Pudva, chitarrista e bassista originario di La Spezia: due nomi che, fino a ieri, vivevano nell’universo della scena musicale italiana lontano dai riflettori internazionali, e che ora si ritrovano proiettati in un contesto di tutt’altra portata.
La notizia dice qualcosa di interessante non solo sulle carriere dei due musicisti, ma anche sul modo in cui Waters sta costruendo questo progetto. Scegliere interpreti italiani — e non attingere esclusivamente al circuito anglosassone — suggerisce un’attenzione alla qualità tecnica e alla sensibilità musicale che va oltre la provenienza geografica. Il repertorio dei Pink Floyd, con le sue architetture sonore stratificate, le chitarre che devono evocare mondi interi e i bassi che portano il peso emotivo di ogni brano, richiede musicisti capaci di abitare uno spazio sonoro senza schiacciarsi sotto il peso della leggenda. Non è un compito per tutti.
Waters, del resto, non è nuovo a operazioni di questo tipo. Dopo anni di battaglie legali, dichiarazioni pubbliche e prese di posizione che hanno tenuto banco ben oltre il perimetro della musica, il musicista sembra voler tornare a ciò che sa fare meglio: stare su un palco e raccontare quella stagione irripetibile che ha cambiato per sempre la storia del rock. LEGACY si presenta come uno show che guarda esplicitamente all’epoca d’oro della band, quella che va da The Dark Side of the Moon a The Wall, passando per Wish You Were Here — un catalogo che continua ad attrarre generazioni di ascoltatori con una fedeltà quasi religiosa.
Per Scordo e Pudva si tratta di un salto di scala difficile da immaginare fino a poco tempo fa. Portare la propria esperienza maturata nella scena italiana su un palco internazionale legato a uno dei nomi più ingombranti della storia del rock è una responsabilità enorme, ma anche un riconoscimento che racconta qualcosa di positivo sul livello dei musicisti che questo paese riesce a formare, spesso in silenzio e lontano dai meccanismi dell’industria mainstream.
Non sono ancora noti date, luoghi o dettagli della tournée, ma l’annuncio della formazione è già di per sé una notizia che merita attenzione. Seguiremo l’evolversi del progetto con curiosità, sperando che LEGACY arrivi presto anche sui palchi italiani: sarebbe bello vedere Scordo e Pudva suonare quei classici davanti al pubblico di casa.
Foto: LukaszKatlewa — Wikimedia Commons, CC BY 3.0










