Geordie Greep si ferma: quattro date cancellate dopo le accuse
La scena indie internazionale si trova a fare i conti con una vicenda che va ben oltre la musica. Geordie Greep, cantante e chitarrista noto al grande pubblico come uno dei fondatori dei Black Midi, ha annullato quattro appuntamenti del suo tour nordamericano a seguito di accuse di comportamento sessuale scorretto nei suoi confronti. I concerti cancellati erano in programma in alcune città degli Stati Uniti centro-occidentali, tra cui Boise, Salt Lake City, Boulder e Denver.
Greep ha scelto di negare pubblicamente le accuse, ma ha comunque deciso di non salire sul palco in queste tappe, una scelta che di per sé rappresenta un segnale significativo in un momento in cui il dibattito su responsabilità e accountability nella musica indipendente è più acceso che mai. Non sono stati forniti dettagli ulteriori né sulla natura precisa delle accuse né sui tempi di un eventuale ritorno alle date sospese.
Una carriera in bilico in un momento cruciale
La tempistica è tutt’altro che banale. Greep stava attraversando uno dei periodi più fertili e visibili della sua carriera solista, dopo aver costruito una reputazione solida con i Black Midi come una delle band più originali e discusse emerse dalla scena londinese degli ultimi anni. Il progetto solista lo aveva portato a esplorare territori ancora più eclettici e ambiziosi, guadagnandosi l’attenzione della critica internazionale e un seguito crescente anche al di fuori dei circuiti strettamente alternativi.
Cancellare delle date in tour non è mai una decisione indolore, né economicamente né simbolicamente. In questo caso, la scelta sembra rispondere a una pressione esterna difficile da ignorare, in un settore che negli ultimi anni ha imparato — spesso a fatica — a non voltarsi dall’altra parte di fronte a certe segnalazioni, indipendentemente dall’esito legale o dalla verifica dei fatti.
Il peso del silenzio e della distanza dal palco
Quello che colpisce, in vicende come questa, è la velocità con cui il rapporto tra un artista e il suo pubblico può trasformarsi. Il palco è uno spazio di fiducia reciproca: chi suona e chi ascolta stringono un patto implicito che va oltre la musica stessa. Quando quel patto viene messo in discussione, anche solo da accuse non ancora verificate, il silenzio diventa una forma di comunicazione potentissima.
Non è compito di chi fa giornalismo musicale emettere sentenze, e sarebbe sbagliato farlo. Ma è giusto osservare come la scena indie — spesso orgogliosa di una certa etica alternativa rispetto all’industria mainstream — sia chiamata a confrontarsi con queste situazioni con la stessa serietà che riserva alle proprie battaglie culturali. Come andrà a finire questa storia non è ancora chiaro. Quel che è certo è che quattro palchi resteranno vuoti, e che le domande sollevate non si chiudono con la cancellazione di un evento su Ticketmaster.
Foto: JulDer Wiki — Wikimedia Commons, CC0











